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Il corridoio di un archivio

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Quando facevo il giornalista, dopo qualche tempo tornavo sempre sul luogo dei fatti, per verificare le notizie e approfondirne i contorni.

Mi sarebbe piaciuto scrivere un romanzo.

Ne ho cominciati diversi ma, arrivato più o meno alla ventesima pagina, ho sempre lasciato perdere. In seguito ho trovato la formula di scrittura che mi è più congeniale: raccontare la storia. Infatti, non mi sento né uno storico né un romanziere, ma un narratore di storia.

[ALLA CORTE DEL DUCE]

 

STORIA

Paolina Bonaparte

Paolina Bonaparte.
L'amante imperiale
SCRITTORInCORSO

La storia mi ha sempre interessato,

ma fu per caso che cominciai a scriverne.
Come protagonista della prima biografia scelsi Paolina Bonaparte perché mio padre, quando ero un ragazzo, mi aveva portato a Villa Borghese e quando decisi di cominciare a scrivere biografie mi venne in mente quella visita.


[BIBLIOGRAFIA]

 

Con Paolina Bonaparte fui finalista al Premio Bancarella.
Questo mi incoraggiò e continuai: con Rizzoli, prima, con "Starace" e "I figli del Duce", poi con Mondadori.
Anche se stavo bene con la Rizzoli, alla fine fui convinto da Giordano Bruno Guerri a passare alla concorrenza.

 

Maria José di Savoia

Con Maria José di Savoia
La storia mi è sempre piaciuta fin da studente,

mentre in matematica avevo zero spaccato.
Ho preso la maturità classica in questa maniera: la professoressa di matematica, la signora Gallino, alla fine del secondo trimestre, mi disse: "Senta Spinosa, non so come fare con lei, ha nove in italiano, otto in storia. E allora? Si prepari i logaritmi in matematica e l'ottica in fisica, cercherò di convincere i professori ad interrogarla su questi due argomenti". Ed ebbi la maturità a giugno.


[BIBLIOGRAFIA]