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appunti        NARRATORE

Brevi appunti
presi a tavola

SCRITTORInCORSO

Scrivo libri semplici,
la mia non è una scrittura ricercata,
ma libera e spontanea.

Non mi definisco né letterato né intellettuale.
Non sono nemmeno un divulgatore. La definizione più giusta è quella di "narratore di storia". Credo di saper raccontare i fatti. Non invento nulla perché ho poca fantasia, quindi ho bisogno dei fatti.

[BIBLIOGRAFIA]

 

Il mio modo di lavorare?
Scelgo un tema, un personaggio e mi informo leggendo tre o quattro libri su quel personaggio o su quel tema.
Scrivo un centinaio di pagine
e poi mi fermo a riflettere.
Rimedito e poi vado avanti
spedito fino alla fine, abbeverandomi a innumerevoli nuove fonti.


[BIBLIOGRAFIA]

D'Annunzio

Un'intera vetrina dedicata a
D'Annunzio. Il poeta armato


 

Gli articoli li ho sempre scritti a macchina,
poi quando ho scoperto
il computer,

mi sono domandato come si potesse mai scrivere a macchina, perché scrivere a macchina mi appariva la negazione della scrittura: non puoi fare un errore che devi riscrivere tutto daccapo.
Inizialmente però i libri li scrivevo a penna, poi, all'apparire del computer, ho subito adottato questo nuovo mezzo.


[BIOGRAFIA]

 


Ciò che mi riesce bene è inserire in pagine ben scritte in precedenza una nuova ricerca. Non parto avendo qualcosa di unitario in mente, all'unitarietà ci arrivo dopo.

scrivania

La scrivania di lavoro



Naturalmente il computer comporta continue correzioni,
è diverso dalla scrittura a penna.


Quando si scrive a penna o con la macchina da scrivere c'è un'attenzione diversa.

Con il computer si corre un po' e si finisce per rivedere, riscrivere...

[ALLA CORTE DEL DUCE]