al 1° ginnasio

Foto di classe in 1° ginnasio
(1935)

Quando diedi la maturità classica i miei genitori mi regalarono 15.000 lire e con quei soldi, all'università, feci un settimanale, intitolato appunto "L'Università" , che vendevo ai miei compagni.
Ne feci sette numeri.
Con questi sette numeri mi presentai al direttore della
"Tribuna del popolo", Gaetano Natale, e lui mi disse che dal giorno dopo avrei potuto cominciare a fare un po' di cronaca.
Ma il cronista lo feci per un solo giorno perché il direttore mi affidò subito il servizio politico.
Poco dopo il giornale chiuse e io rimasi disoccupato.
Così, mi rimisi a studiare e mi laureai.


[BIOGRAFIA]

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GIORNALISMO

Ripresi gli studi, ben presto mi riaffiorò il vizio del giornalismo: sono stato al "Giornale d'Italia" e all'Ansa, come giornalista parlamentare, successivamente al "Giorno" e poi al "Corriere della Sera" come inviato speciale e infine al "Giornale" di Montanelli.
Da qui diedi le dimissioni per dissapori con Montanelli che insisteva a farmi fare sempre solo l'inviato speciale.
Ma fu la mia fortuna perché cominciai a scrivere libri.
E poi feci anche il direttore dell'Agenzia Italia e della
"Gazzetta del Mezzogiorno".

[OPERA]
lasciapassare

Lasciapassare per l'ingresso al Viminale

In Africa

In Africa
Ho sempre cercato di fare un giornalismo diverso, che potrei definire del giorno dopo, nel senso che andavo a vedere il significato di un fatto. Raramente mi è capitato di fare il giornalista d'assalto.

[ALLA CORTE DEL DUCE]