scrittorincorso da bambino

Da bambino

"Io sono Giosuè Carducci!",
urlavo, ragazzetto, girando fra i corridoi di casa. Ma non sono diventato poeta.

Sempre da ragazzetto
mio padre acquistò un pianoforte perché io imparassi a suonare. Abitavamo in un vicoletto assai stretto per cui si dovette far entrare il mobile dalla finestra. Prendevo lezioni da un mese quando il mio maestro una sera disse a papà:

"Ingegnere,
Tonino non imparerà mai
a suonare il piano".

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Poeta no, pianista no.
Mio padre cominciava a preoccuparsi per il mio futuro,
quando ecco che la mia maestra di terza elementare,
Maria Formichelli, girava per le vie di Isernia,
dove abitavamo, con i miei temi nella borsetta.

Li mostrava a tutti, privi com'erano del più piccolo errore d'ortografia.
Più tardi capivo che forse da grande
avrei potuto fare il giornalista,
anche perché mi misi a compilare giornaletti scolastici in ciclostile.

E mio padre mi urlava dietro:
"Vuoi fare il giornalista!
Poveri noi! Il giornalista per la fame si perde la vista".

Alla mia età ci vedo ancora bene, e, volendo,
posso fare a meno anche degli occhiali.
Perfino di quelli da sole, in piena estate.



Maria Formichelli
con Albert Schweitzer

Con Albert Schweitzer
Antonio Spinosa,
nato nel 1923 a Ceprano


(l'antica Fregellae), si dedica da anni a riscoprire e a reinterpretare eventi e personaggi che hanno cambiato il mondo e l'Italia in particolare.
Si è inizialmente occupato dell'antica Roma e dell'epoca napoleonica, per poi inoltrarsi nell'età contemporanea con ricerche storiche, saggi politici e di costume.


Una stretta di mano
con Sandro Pertini
È stato direttore del nuovo
"Roma", dell'agenzia Italia, della "Gazzetta del Mezzogiorno"
e di Videosapere-RAI; inviato speciale del "Corriere della Sera" e del "Giornale"
Udienza da Giovanni Paolo II

Udienza da Giovanni Paolo II
Attualmente vive e lavora a Roma.